Appetito e calura

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Ecco, visto che son quaranta gradi e nessuno di noi due ha gran voglia di cucinare si finisce per indulgere in qualche schifezzuola ogni tanto, anche se nel piattino di Orli non manca mai la verdura al pasto. Almeno il guacamole è sostanzioso e fresco!

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E la sera pasta semplice per Orli e insalatona greca per mamma e papà (grazie dell’idea cetriolosa mamma Claudia!).

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Gioielli…

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C’è chi non può fare a meno della cioccolata e chi delle patatine fritte ma se mi dovessero chiedere di cosa non puoi fare a meno io direi verdura e frutta. Sono sempre stata così, ho sempre mangiato insalate giganti e frutta a volontà, senza sforzo, per voglia.

Mi riempie di gioia fare la spesa dal mio verduraio di fiducia (un signore simpaticissimo che ci sa fare un casino con le signore e chiama tutte amore) e ancor di più tornare a casa e aprire tutti i pacchetti e gustarmi la vista di questi gioielli multicolori.

Sì il mio verduraio è forse anche un po’ gioielliere ma io qualche euro in più (non c’è poi così tanta differenza con il super se non nella qualità) lo spendo volentieri per avere il piacere di addentare un pomodoro e sentirne il sapore solare sciogliersi dentro … mmmhhh, non c’è paragone!

 

Pear and chocolate pudding

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Superfacile a prova della mia inettitudine, ancora una volta un aiuto da Nigella: dessert di pere sciroppate e cioccolato.

Ingredienti:
415 gr di pere sciroppate tagliate a metà e private del succo (ma anche pere decana mature sono ottime!)
125 gr di farina
25 gr di cacao in polvere
125 gr di zucchero finissimo
150 gr di burro ammorbidito (più un pochino per imburrare la teglia)
1 cucchiaino di polvere lievitante
1/4 di cucchiaino di bicarbonato di soda
2 uova
2 cucchiaini di estratto di vaniglia

Accendere il forno a 200°C e imburrare una teglia (circa di 20 cm di lato).
Scolare le pere e adagiarle sul fondo della teglia. 
Mescolare tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere una consistenza morbida ma non troppo liquida.
Versare il composto sulle pere e infornare per 30 minuti.
Tirare fuori dal forno e lasciar raffreddare per 10 minuti prima di tagliare a fette.
Servire con gelato alla vaniglia o cioccolato fuso.

 

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Bocconcini di paradiso

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Ieri sera Orlando ha avuto qualche linea di febbriciattola, inappetenza e lagnite acuta, anche stamattina non era al massimo come forma e quindi ho pensato di tenerlo a casa con me e fare i famosi biscotti al cocco di cui ho letto su Ballando con Sofia.

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Mi sono accorta troppo tardi che avevo in casa solo scaglie di cocco più che farina (ma poi c’è differenza? Sì eh?) ma ho pensato che ormai faceva lo stesso e ci siam buttati nell’ennesimo esperimento.

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Ormai lui è sempre più bravo e non spande, sparge, fa volare quasi più niente ma soprattutto questa ricetta è talmente facile che non si può sbagliare!

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Ecco fatte le palline e dopo 20 minuti in forno (a cui io però ho aggiunto altri 10 perchè le palline mi parevano un po’ troppo pallidotte) sono usciti i miei bocconcini di paradiso.

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Li ho denominati così perchè dopo averne preso un morsetto per testarli prima di portarne un assaggio a wondermike sono rimasta folgorata! E’ vero che mi piace il cocco, le cose facili ma d’effetto e il croccante fuori col morbido dentro ma questi … ragazzi sono una meraviglia!

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Ecco, Orlando a letto per il pisolino, tazza di caffè fumante che mi aspetta, biscottini superlativi di accompagnamento, contorno di sferruzzamento … una sinfonia di relax e piacere!

p.s.- grazie Smile 1510, sei responsabile della mia futura indigestione di biscotti ma anche del mio sacrosanto momento di goduria!

 

Honey and sunflower ginger scones

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Questa farina, comprata un bel po’ di tempo fa in Alto Adige, mi ha dato lo spunto per provare un’altra delle ricette del bellissimo libro Red Velvet & Chocolate Heartache. Non ho un robot da cucina come lei raccomanda e quindi li ho fatti senza ma questi scones si fanno in un attimo e sono un po’ “diversi” dai soliti, da provare! 

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Ingredienti
220gr farina bianca di farro (più un po’ per stendere l’impasto e spolverare)
1 cucchiaio di zenzero in polvere
1 cucchiaino di polvere lievitante
1/2 cucchiaino di bicarbonato di soda
1/2 cucchiaino di sale
200 gr di carote grattuggiate molto finemente
30 gr di burro freddo a cubetti
1 pezzo da 25 gr di zenzero sbucciato e grattuggiato molto finemente (non devono esserci filamenti)
2 cucchiai di miele non cristallizzato (tipo fiori d’arancio)
3 cucchiai di semi di girasole
un po’ di latte

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1 – Preriscaldare il forno a 200°C e stendere un foglio di alluminio e uno di carta forno sulla teglia. Spolverare con un pizzico di farina.

2 – Versare farina, zenzero, polvere lievitante, bicarbonato di soda e sale nella coppa del robot (o in una terrina normale), seguiti dalla carota grattuggiata, burro, zenzero fresco e miele. Impastare delicatamente ma velocemente fino a che il composto non comincia ad amalgamarsi. Aggiungere i semi di girasole e dare un’altra buona mescolata.

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3 – Ribaltare l’impasto su una superficie spolverata di farina e stendere la pasta molto delicatamente fino ad avere un disco di circa 4 cm di spessore.

4 – Tagliare 10 cerchietti (il taglio dev’essere molto netto e deciso!non come i miei che avevano troppi filamenti di zenzero e carota…) e disporli sulla carta forno. E’ importante assicurarsi che ciascuno di essi sia ben spolverato di farina sul fondo perchè non si attacchi. Gli ultimi due probabilmente andranno creati dal reimpasto dei ritagli precedenti.

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5 – Spennelare con un po’ di latte e spolverare un po’ di farina prima di metterli nella parte più alta del forno per 17-19 minuti. Fare attenzione gli ultimi minuti perchè non diventino troppo scuri.

Ricettine e ricordi di svezzamento

Un librino, regalo dei carissimi amici Steph e Nigel, che mi è stato enormemente utile per trovare una linea coerente e sana nell’alimentazione di Orli con tante idee di ricette estremamente  facili ma gustose. Tuttora ogni tanto lo usiamo per trovare qualcosa di un po’ diverso e stuzzicante da fare.

Mentre per quanto riguarda la teoria dell’approccio del bambino all’alimentazione solida questo libro è stato decisivo, soprattutto per togliere tante ansie relative al quando, al come e al perchè dello svezzamento. Seguendo un’impostazione il più possibile naturale, serena e rispettosa dei tempi e delle inclinazioni di ogni bambino guida la mamma lungo un percorso improntato innanzitutto alla serenità, alla fiducia in sè stessa e nella propria capacità di cogliere il momento e il modo migliore per avvicinare il suo piccolo al cibo dei grandi. .