Ebbene sì …

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Dopo mesi che cerco di trovare il tempo, gli ingredienti e la voglia di farlo sono riuscita a farmi il mio primo deodorante in casa!

E nel frattempo che facevo, puzzavo? No! Ho finito tutti i rimasugli, i tubetti e i campioncini che avevo in casa per fare pulizia del passato. Ho tenuto solo un applicatore vuoto per riempirlo col prodotto fatto da me. 

Ci è voluto un bel po’ di olio di gomito per amalgamare il tutto (usando una ciotola col pestello) ma alla fine ci sono riuscita e, anche se devo tenerlo nel frigo perchè altrimenti la poltiglia un po’ si scioglie, sono felicissima: funziona alla grande, non mi irrita per niente, mi lascia la pelle liscissima, applicarlo così fresco mi dà un brividino molto piacevole e soprattutto con le dosi usate della ricetta ho deodorante per i prossimi anni a venire!

Ah, sono piccole eco-soddisfazioni.

Donne con la stoffa – Toccolibra

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Marta sarà la mia prima amica intervistata per la serie di “Donne con la stoffa”. Lei non si ritrova a maneggiare stoffe ma lavora per far ritrovare il benessere psico-fisico della persona, è cioè una naturopata. La stoffa l’ha, secondo me, dimostrata invece nella costanza attraverso gli anni della sua preparazione e della sua convinzione.

Ho posto a Marta alcune brevi domande per illuminare il suo profilo e le sue convinzioni.

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Dal momento che il tuo lavoro si svolge prevalentemente a contatto stretto con gli altri quali sono le tue attuali sfide nel relazionarti così in profondità col prossimo?

Durante i colloqui la parte più difficile è senz’altro mantenere il lavoro su sè stessi. La mancata conoscenza di sè stessi infatti preclude dal riuscire ad ascoltare empaticamente gli altri con il giusto coinvolgimento cioè che la situazione richiede.

C’è poi un’importantissima componente di immaginazione da tirare in campo per potersi calare nelle situazioni che di volta in volta i pazienti ti propongono di analizzare ed eventualmente risolvere.

Per questo motivo infatti un naturopata deve aver fatto molta sperimentazione di vita prima di intraprendere la professione. Dovrebbe aver provato esperienze un po’ in tutte le sfere. Deve mantenere aperte vedute sessuali, razziali, sociali… deve aver un po’ insomma giocato la parte della madre, del padre, dell’ assassino, dell’ operaio per potersi calare nella parte, capire le situazioni e sviscerarne i problemi.

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Quindi queste sono piuttosto sfide con te stessa?

Sì, si tratta di una continua evoluzione. L’ unica cosa che so è che mi chiedo sempre cosa voglio dalla vita. Trovo che mettere a fuoco l’obiettivo sia fondamentale per poterlo raggiungere.

Dal punto di vista più strettamente personale poi la sfida è nell’estendere l’ evoluzione in qualsiasi altro campo della vita spirituale e materiale, nell’ amicizia, in amore, ma anche perchè no nei  viaggi, nell’alimentazione, etc.

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C’è un aspetto quindi di te che stai ancora limando?

Oh… certamente le unghie se non voglio far male durante i massaggi … scherzi a parte, cerco di non abbassare mai la guardia nel mantenere nel mio lavoro umiltà e assenza di giudizio.

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Quando e come hai scoperto la tua strada?

Ci sono voulti parecchi anni durante i quali il distacco tra gli interessi personali e i lavori che facevo prima diventava sempre più netto.

Fondamentale nel mio percorso è stato decisamente l’apporto della persona cara che,  senza creare dipendenza, ha illuminato quello che già sapevo di voler diventare per poi poter farmi andare avanti nell’evoluzione con le mie forze.

Mi ha aiutato a portar fuori cioè a livello cosciente quell’ ideale di benessere spirituale , purezza e amorevolezza che desideravo permeasse la mia persona tanto quanto la mia “professione”. Il mio lavoro offre questo senz’altro più di tutti gli altri fatti in precedenza.

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Hai mai paura del lato pratico-finanziario della tua professione?

Certo, essendo libera professionista e studiando e lavorando al contempo è normale. Ma è anche vero che ti insegnano tante cose che invece andrebbero ribaltate (posizione sociale, professioni rinomate, mito del posto fisso, etc), soprattutto con la paura non si va da nessuna parte!

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Quali altri valori negativi riscontri spesso nei tuoi pazienti?

Direi il possesso ed un costante processo di spersonalizzazione sempre legato al seguire come pecore quei famosi valori da ribaltare.

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Fascino e rischi della tua professione?

Un bravo terapista porta in superficie quello che già c’è a livello tanto fisico quanto psicologico seppur molto latente o pesantemente sepolto. Molte persone si spaventano del foglio bianco che ci si può trovare davanti durante il progredire della terapia, si rendono conto del loro potenziale e questo le può fare sentire smarrite. Questo è il rischio ma allo stesso tempo anche il fascino del percorso di riequilibrio psico-fisico!

Che cosa significa Toccolibra, il nome del tuo studio?

E’ un’unione simbolica tra il mio segno zodiacale la Bilancia, detta anche Libra, che simboleggia l’equilibrio e il tocco come strumento per infondere tale equilibrio dalla sfera psicologica a quella fisica. Toccolibra in sostanza vuole simboleggiare la completezza del benessere psicofisico.

Per maggiori informazioni sul percorso di studi seguito da Marta, sulle tecniche da lei utilizzate e avere altre utili notizie vi rimando al suo sito. Le foto sono state scattate nella sua bellissima casa-studio da lei splendidamente ristrutturata e arredata.

Deodorante naturale

Continua la mia ricerca di prodotti di bellezza il più naturale possibile e grazie a questo e a questo post di Simple Mom adesso mi faccio non solo lo shampo e il detergente-struccante ma anche il deodorante fatto in casa. Ecco come si fa:

– 1 – Mescolare circa 50 gr di bicarbonato di soda per uso alimentare e 50 gr di amido di mais in una tazza capiente.

– 2 – Aggiungere olio di cocco, un cucchiaio alla volta, fino ad amalgamare gli ingredienti in polvere. Dovrebbero bastare dai 4 ai 6 cucchiai.

– 3 – Opzionale: per dare una profumazione aggiungere qualche goccia dell’ olio essenziale che si preferisce.

Utilizzare olio di cocco in forma solida.

Tenere in frigo per qualche ora all’inizio se la temperatura ambiente è superiore a 24°C. Aspettare che l’olio di cocco solidifichi di nuovo, dopo la mescolatura, prima di applicare.

Per facilitarne l’applicazione è preferibile riempire un vecchio deodorante vuoto.

(Immagine di Simple Mom)


Mare d’autunno

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La giornata di oggi era troppo bella per non andare al mare (Sottomarina).

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Non mi piace andarci in estate quando c’è una marea di gente e gli ombrelloni stipati coprono la vista del mare.

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Volevo che Orlando giocasse un po’ con la sabbia e vedesse il mare nella sua cruda bellezza autunnale.

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Si trovava un po’ di tutto sulla spiaggia e ogni cosa era una scoperta.

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E’ stato divertentisimo per lui e per noi.

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Tra poco l’ora legale cambierà tutto e queste escursioni pomeridiane saranno un bel ricordo fino all’anno prossimo.

Quel che resta dell’estate…

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Mi ero ripromessa di fare il pesto, seguendo la ricetta (della mamma) di Valentina di Artherapy ed ecco qua!!!

Oddio non è che ne sia venuto tanto visto che ho praticamente rasato tutta la pianta del basilico in terrazza, ma quello avevo e il risultato è stato comunque ottimo! Grazie Valentina per aver condiviso i tuoi segreti culinari 😉

Stessa rasatura l’ ho fatta al prezzemolo, prima che appassisse tutto dal freddo in arrivo, e ho messo in freezer il sacchettino. L’origano invece mi fa da decorazione. Infine ho tagliato la salvia e ho fatto le foglioline fritte con una spolveratina di sale come antipasto a pranzo.

Il mio micro-giardino in terrazzo è andato ma intanto mi sono gustata i suoi prodotti!

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Detergente viso naturale

Dopo il successo del mio esperimento per eliminare lo shampo definitivamente grazie ai suggerimenti di Simple Mom, ecco un’altra splendida ricetta per un detergente viso totalmente naturale che fa anche risparmiare l’idratante!


Gli ingredienti principali sono: olio extra vergine d’oliva e olio di ricino. L’olio di ricino pulisce i pori mentre l’olio d’oliva idrata.

  • Per pelli normali la quantità è 1 porzione di olio d’oliva per 1 di olio di ricino.
  • Per pelli acneiche o grasse provare 3 parti di olio di ricino per 1 di oliva.
  • Per pelli secche invertire a 1 parte di olio di ricino per 3 d’oliva.

Sperimentate la combinazione che va meglio per voi. Mescolate gli oli in una boccetta che terrete a disposizione in bagno.

Massaggiare qualche goccia della mistura con i polpastrelli su tutto il viso (senza bagnarlo prima) per un buon minuto intero almeno facendo un bel massaggio.

Bagnare un panno con acqua molto calda (ma attenzione a non scottarsi) e appoggiarlo sul viso e lasciare in posa per un altro minuto circa fino a che non perde il calore, questo aiuta i pori a dilatarsi e a rilasciare le impurità.

Ribagnare il panno con acqua tiepida e usarlo per rimuovere l’olio dal viso dolcemente.

Fatto!

Stop allo shampoo!

Oggi ho aperto ufficialmente il mio periodo di prova “senza shampoo”: da oggi in poi mi voglio lavare i capelli non più con lo shampo (per svariati motivi) ma con un sistema più naturale, economico, ecologico.

Grazie allo splendido e dettagliato articolo di Simple Mom ho preso coraggio edato il via a questa prova che voglio fare da anni.

La ricetta è molto semplice: al posto dello shampo un cucchiaio di bicarbonato di soda disciolto in un 250 ml d’acqua. Al posto del balsamo: 1 cucchiaio d’aceto di mele in 250 ml d’acqua.

Per praticità io uso delle bottigliette dove verso prima il contenuto in bicarbonato o aceto con un imbuto per poi discioglierlo nell’acqua necessaria.

La prima prova è andata benissimo (sì è vero io ho i capelli corti ma lo proverei anche se li avessi ancora lunghi!) i miei capelli sono puliti, morbidi e lucidi e spero tanto di aver trovato un metodo finalmente efficace per non usare lo shampo!

Biorekk

biorekkQuesto giovedì parte il mio esperimento con Biorekk per la consegna della spesa di frutta e verdura, rigirosamente biologica e prodotta localmente.

Sono curiosissima di vedere se  questo rapporto darà buoni frutti: è anni che tento di tagliare quanto più possibile fuori dalla mia dispensa il “supermercato” e quest’associazione mi pare davvero encomiabile nel suo sforzo di riavvicinarci tutti alla nostra terra e ai suoi prodotti.

Il mio prossimo obiettivo è trovare della buona carne biologica (per quel poco che la mangiamo) che non mi faccia sentire troppo in colpa al pensiero dei poveri animali costretti in allevamento.

Le uova già le prendiamo in fattoria e quindi su quel fronte sono a posto!

Latte crudo

Una o due volte la settimana io e Orli andiamo dalle mmmuuuuuuuuuuuuuhhhhhhhhh!

Andiamo a comprare il latte fresco (che non gli ha mai dato nessun problema,anzi, lo ritengo una sanissima abitudine) e gironzoliamo per la fattoria: passeggiamo per la stalla e salutiamo le mucche una per una e, se ci sono, i vitellini; guardiamo i trattori, chiaccheriamo un po’ con il fattore e la sua famiglia per scoprire tante cose interessanti sui ritmi della natura e del bestiame (chissà che non riusciamo prima o poi ad assistere anche ad un parto di un vitellino…).

Lì sono tutti tanto gioviali e gentili e per Orlando la gitarella alla fattoria è diventata un’attività estremamente gradevole!

Raccomando vivamente quest’esperienza a chi ha bisogno di rallentare un po’ e tornare indietro nel tempo a quando quello che si beveva e mangiava era frutto della terra e della natura e non del supermercato.