“I bambini hanno bisogno di regole” di Helga Gurtler

In queste ultime due settimane di difficoltà di assestamento mi sono fatta come regalo di compleanno una scorta di libri di pedagogia di argomento vario per aiutare me ed Orlando in questo difficile passaggio dall’essere figlio unico a fratello. 

Questo libretto, conciso e ricco di buon senso l’ho divorato in un pomeriggio. Non dice nulla di nuovo per carità rispetto a quanto già so e mi sforzo di applicare (con alterne fortune …) ma lo dice bene: chiaro, tondo, conciso, schematico ed essenziale come piace a me.

Certo, in realtà poi è molto più  difficile mettere in pratica tutti quei bei consigli e non c’è nessuna magica ricetta per recuperare la calma e fare mente locale sulle cose che importano davvero nei momenti in cui sto per andare in escandescenze …

Ciò nondimeno queste letture mi aiutano a mantenere a fuoco l’obiettivo di cercare una via sana per una disciplina gentile ed efficace.

Capitoli trattati:
Principi generali importanti per i genitori (il capitolo per me più bello e saliente)
Ordine e pulizia
“Comportarsi bene”
Bugie, verità, fantasie
I bambini e il consumismo
Le regole del gioco: che rabbia!
Regole severe nel traffico stradale
Un percorso a zigzag rende più difficile l’educazione

“The old wives’ tale” – Arnold Bennett

Un altro bel libro che ho appena finito durante la mia vacanza inglese é la storia, scritta dal grande scrittore inglese Arnold Bennett,  di due sorelle e della loro profonda differenza caratteriale che le porta a scelte drasticamente diverse che influenzeranno e daranno forma a due vite altrettanto differenti.

Bennett era convinto che anche le persone comuni potessero diventare oggetto di grandi storie (sullo stile di Maupassant). La descrizione della personalitá delle due sorelle é condotta con magistrale profonditá e come sempre mi sono piaciute le ambientazioni e gli stili di vita descritti con minuzia e dovizia di particolari.

Non si puó certo affermare che il libro scorra veloce come lettura né che sia particolarmente allegro ma é decisamente interessante per lo scorcio di vita vissuta che dá su parigi e su una particolare realtá dell’Inghilterra di fine Ottocento primi Novecento.

Facili letture estive: “Me talk pretty one day”

Narra le avventure (autobiografiche) familiari, lavorative, di vita ed infine linguistiche, dalla giovinezza in poi, di un ragazzotto, un po’ sfigato ma arguto, della provincia americana, figlio di immigrati greci che andrà da adulto a vivere a Parigi con il compagno di vita.

Spassoso e pungente, questo libro di facile lettura è la classica compagnia ideale in vacanza. Non posso dire di aver sempre e pienamente colto la pienezza del suo humor americano ma tutto sommato mi è piaciuto pieno com’è di sussulente scenette caricaturali del panorama umano!

THP – Enjoy the fun of failure

Sempre dal libro “The Happiness Project” di Gretchen Rubin queste due citazioni si trovano nel capitolo che parla di come sdrammatizzare i fallimenti può aiutare ad accettarli come parte necessaria del processo di miglioramento di qualsiasi situazione.

“Between the ages of twenty and forty we are engaged in the process of discovering who we are, which involves learning the difference between  accidental limitations which is our duty to outgrow and the necessary limitations of our nature beyond which we can not trespass with impunity” (W.H. Auden).

Grande verità che a mio parere mi rimette in pace con i miei propri limiti. Nonostante ciò non bisogna mai fermarsi nell’evoluzione ma cercar sempre di migliorare, se no, che tristezza:

“Ah, but a man’s reach should exceed his grasp, or what’s a heaven for?” (Robert Browning).

Adesso che ho prestato il libro ad un’amica che aveva bisogno di tirarsi un po’ su chissà quando lo rivedo per continuare a buttare giù qualche altra riflessione, ma intanto ho dato il via.


Pettegolezzi vittoriani

La bellezza di Elizabeth Gaskell a mio parere (la sua biografia è interessantissima!) è la sua straordinaria modernità di pensiero fusa con la più distensiva e piacevole prosa di sana tradizione vittoriana. Mi sembra a tratti di leggere una donna dei nostri giorni che scrive di fatti e misfatti di un passato lontano. 

Cranford è un capolavoro di narrativa sociale che dipinge con puntualità ma anche anticonvenzionalità ed  arguzia la vita vissuta, le bassezze e le virtù di vari tipi di donna dell’epoca in un piccolo villaggio inglese.

Il quadro che ne esce è un succosissimo avvicendamento di pettegolezzi, frasi non dette, atteggiamenti intuiti e altri incidenti che danno il via ad altri e più complessi avvenimenti che turbano l’apparente monotona e  pacata quotidianità del villaggio. Il tutto in perfetto stile british “non detto-sottinteso” … (se avete un marito inglese, beh allora mi capite!)

Seguono nel volume sopra mostrato due racconti altrettanto belli: “Mr Harrison’s confession”, una delicata storia d’amore di un medico di villaggio, alle prese con i malintesi causati dalla sua affabilità, per quella che poi diventerà sua moglie e “My Lady Ludlow” la storia di uno scontro generazionale tra l’antica nobiltà inglese pre-rivoluzione francese, impersonata da una Lady dai saldi principi tradizionalisti ma di grande sensibilità e intelligenza, e la nuova mentalità riformista impersonata dal curato del paese, goffo e ingenuo nel suo ammirevole entusiasmo progressista.

“Crescerli con amore”

Altro bellissimo libro che ho comprato ancora quando i famosi terrible two erano molto lontani … adesso che ci sono nel pieno mi riesce difficile mantenere costantemente una calma serafica e rassegnata, certo che comunque faccio sempre del mio meglio.

Quando penso a me stessa, anche soltanto qualche anno fa, quando non avevo nemmeno intenzione di aver bambini, ed ero nervosa, scattosa, intollerante e lunatica (beh oddio non proprio sempre eh?!) quasi mi commuovo nel constatare quanto un bambino ti cambia la vita manipolando a poco a poco le fibre del tuo essere e plasmandole in una nuova forma.

Non sono ancora contenta al 100% di me stessa, è ovvio, siamo in continua evoluzione ma intanto di passi ne ho fatti tanti e questo mi fa ben sperare che ne farò ancora altrettanti nella direzione giusta.

Ricettine e ricordi di svezzamento

Un librino, regalo dei carissimi amici Steph e Nigel, che mi è stato enormemente utile per trovare una linea coerente e sana nell’alimentazione di Orli con tante idee di ricette estremamente  facili ma gustose. Tuttora ogni tanto lo usiamo per trovare qualcosa di un po’ diverso e stuzzicante da fare.

Mentre per quanto riguarda la teoria dell’approccio del bambino all’alimentazione solida questo libro è stato decisivo, soprattutto per togliere tante ansie relative al quando, al come e al perchè dello svezzamento. Seguendo un’impostazione il più possibile naturale, serena e rispettosa dei tempi e delle inclinazioni di ogni bambino guida la mamma lungo un percorso improntato innanzitutto alla serenità, alla fiducia in sè stessa e nella propria capacità di cogliere il momento e il modo migliore per avvicinare il suo piccolo al cibo dei grandi. .

Julie & Julia

Questo è l’ultimo libro che ho letto e, nonostante una buona dose di linguaggio non proprio raffinatissimo, mi è piaciuto un sacco! Lei, Julie, è davvero divertente e la sua storia (la nascita di un blog diario di una sfida culinaria durata un anno contro un libro di cucina francese del mostro sacro Julia Child) è una vera fonte di ispirazione per chiunque sia alla ricerca di un progetto personale che dià nuova grinta e uno stimolo in più nella vita.

“Non è colpa dei bambini”

Questo libro mi è stato prestato dalla mia amica Marta di ToccoLibra ed è, seppur per certi versi inquietante, estremamente interessante. Parla dei cosiddetti bambini iperattivi, di come in America, soprattutto ma non solo, si esageri a somministrare psicofarmaci pesanti e dannosi a bambini anche molto piccoli per tenere a bada il “problema” e di come invece molto si possa fare anche con una alimentazione ad hoc e con integratori alimentari di ultima generazione ad alto potere sull’equilibrio psicofisico del bambino.

La notte è lunga …

Nessuno di questi due libri vi proporrà metodi miracolosi per far dormire i vostri piccoli. Ma se per voi il metodo Estivill è contro i vostri principi (come lo è contro i miei!) e siete comunque distrutti, almeno qui troverete un po’ di conforto, un po’ di forza e molti sani consigli.  Vi aiuteranno a rinforzare la consapevolezza che state facendo il meglio per il vostro bambino seguendo il vostro cuore ed il vostro istinto di mamme e papà premurosi piuttosto che qualche metodo di “addestramento” al sonno artificioso e pericoloso.

“Primi anni, primi passi”- Remo H. Largo

Questo libro mi è stato consigliato dalla mia amica Christina. Il Dott. largo è un pediatra svizzero di grande praticità e buon senso.

La traduzione italiana (altrimenti in tedesco) era uscita da poco, dopo che avevo letto ogni tipo di libro possibile sulla routine dei neonati (rispetto dicerti orari per pappa e sonno, etc) e sul suo contrario (allattamento a richiesta, rilassatezza sui tempi, etc) ed ero in piena confusione!

Se avessi letto probabilmente questo libro prima di molti altri mi sarei risparmiata tanta fatica e tante ansie inutili … non dico altro. Comunque il documentarmi sui vari possibili “stili” mi ha anche aiutato a farmi una solida opinione personale, basata sul mio buon senso e sulle mie esigenze.

Sono contenta che questo libro abbi dato conferma e legittimazione a molte mie improvvisazioni di mamma inesperta.

“Our Babies Ourselves” – Meredith F. Small

Questo libro è decisamente uno dei più belli che ho mai letto sulla maternità!

Analizza con taglio antropologico una carrellata di stili genitoriali durante i primi mesi e anni di vita del piccolo. Dal quadro ne emerge una visione assolutamente coinvolgente dell’importanza del contatto fisico genitore-figlio come pratica il più vicino possibile alle esigenze tanto fisiologiche quanto psicologiche del cucciolo di uomo. Queste sono elencate e spiegate con precisione scientifica ma anche con una brillante narrativa ed un calore avvincente. Non manca una critica sana sulla società moderna e su come in mode delle sue esigenze di mercato siano stati sacrificate tante di quelle che sono le esigenze primordiali di un bambino ospedalizzazione del parto e separazione alla nascita; incoraggiamento all’ allattamento artificiale e mancanza di vero supporto a quello naturale; mancanza di contatto fisico col bambino relegato in sdraiette, seggioloni, passeggini, etc; attribuzione al co-sleeping di esser causa di una mancanza di indipendenza nel bambino cresciuto; e via così.

Questo libro ha cambiato il mio modo di essere madre o meglio ha dato conferma a quelli che erano i miei istinti innati. Mi ha aiutato a metter da parte tante convenzioni e raccomandazioni e a seguire il mio cuore e quello che sentivo esser giusto per noi!

P.s.-Il libro è in lingua inglese ma molto scorrevole e facile.