Rugby afternoons

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Il torneo delle Six Nations di rugby è cominciato e noi, che lo scorso sabato abbiamo anche trovato degli amici francesi con cui condividere questo interesse, abbiamo pensato bene di attrezzarci al meglio in vista del tempo trascorso insieme a guardar la partita.

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Io mi sono cimentata in una ricetta di biscotti stra-mega-cioccolatosi di Nigella, in una salsa ai pomodori speziata da mangiare coi nachos e wondermike ha fatto l’hummus.

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Beh, chiaramente poi da buoni inglesi non mancavano le birre…

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E’ andato tutto divorato, più due teglie di pizza buonissima fatta dall’ospite di casa, e la partita? Ah sì, la partita … ha vinto l’Inghilterra (contro il Galles)… ovviamente he he!

Al prossimo pomeriggio allora e grazie Agnes, Ludovic e Zoe che ha amabilmente intrattenuto Orlando con i suoi giochi per ore!

J & C

Stamattina era una giornata fredda, grigia e piovosa, davvero deprimente.

Per fortuna avevo appuntamento con le mie amiche Jennifer e Carole che mi aspettavano per un tè a Villa Italia.

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E così, dopo aver depositato Orli all’asilo mi sono diretta da loro a farmi coccolare e tirare su di morale.

Ho trascorso due ore spensierate e felici che mi hanno lasciato tanta bella nuova energia e la voglia di ripetere l’incontro ancora, e presto.

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Grazie J e C, siete davvero speciali!

Le mie sorelle

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Che meraviglia che nel giro di due giorni siano venute a trovarmi due delle mie più care amiche, ormai due sorelle per me, a cui sono legata dagli inizi dei miei anni romani.

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Carlotta è venuta da Oderzo, dov’era in visita alla madre, con Salvatore.  Abbiamo pranzato e abbiamo passato un bellissimo pomeriggio insieme. Certo sono rimasti solo poche ore ma a sufficienza per scaldarmi il cuore fino magari al mio prossimo ritorno a Roma.

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Anche Orli, che finalmente si è ripreso dai suoi malanni, si è goduto la loro compagnia un sacco!

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Ancora più breve è stata la toccata e fuga di Christina, Georg, Jakob e Kaspar alla stazione di Padova, di ritorno da Bolzano verso Roma. Giusto il tempo per un caffè al bar ma almeno Mike e Orli sono riusciti ad andare a salutarli e si sono portati a casa anche un sacco di regali favolosi.

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Speck altoadesino con pane ai semi di cumino, dolcetti di tutti i tipi, un libro di figure e puzzle per Orli e uno splendido porta candela multicolore fatto dai bimbi!

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Il tempo passato in compagnia dei più cari amici non sembra mai abbastanza quando ci si vede poco ma proprio per questo è ancora più prezioso e pieno di significato.

A presto amici carissimi, e grazie per aver portato una ventata di affetto e calore in questo gelido inverno!

Sottotazza – Mug mats

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Ecco svelati altri dei regali per gli amici per Natale: queste carinissime casette da usare come sottotazza le ho confezionate seguendo il libro Zakka Sewing che mi è piaciuto tantissimo! Tra tutti i progetti ho scelto la casa, simbolo di intimità e calore, come messaggio bene augurante.

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Qui poi c’è la versione delle casette di Enchanted Mama ed è bellissimo vedere come le stesse idee sono state realizzate da altri.

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Adesso devo trovare un po’ di tempo per confezionarne un paio per noi (Orli è l’unico che ne ha già una) e godermi la mia bella tazza di the!

Isabella

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Questo è un omaggio ed un grazie alla mia amica Isabella che, nonstante gli impegni, la panza che cresce e un bambino piccolo ha trovato il tempo per cucinarmi una fantastica cenetta a base di pesce la vigilia di Natale.

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Antipasti sfiziosi, capesante al forno, sfoglie di gamberi e opulenti spaghetti allo scoglio il tutto condito con sane chiecchere e risate.

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Ho fatto il pieno di coccole e di regali graditissimi.

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E per concludere in bellezza sono stata anche festeggiata con tanto di candela scintillante sulla torta per il mio compleanno, visto che non ci eravamo viste prima.

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Ma cosa potrei volere di più da un’amica? … Solo che continui così, no????!!!!!!!!!

Grazie Isa

E son 38 …

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In realtà ho compiuto 38 anni il 30 Novembre ma mi ritrovo solo ora a raccontarne la giornata e i regali (alcuni) ricevuti.

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Iniziare la giornata facendo colazione al bar e finirla soffiando le candeline di una torta fatta dalla mamma … i piccoli grandi piaceri di un compleanno.

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Grazie ai miei suoceri per la loro card; a Marta e Chiara per i loro FAVOLOSI guanti da desperate housewife;

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alla mia adorabile cognata per questa magnifica card in primo piano e alle mie nipotine per la loro, piena di baci e abbracci volanti.

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P1040292Grazie anche alla mia amica sorella minore Carlotta per avermi regalato questo splendido libro della mostra di Valentino all’Ara Pacis con delle foto spettacolari!

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I’m a VERY lucky girl!!!

Donne con la stoffa – Toccolibra

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Marta sarà la mia prima amica intervistata per la serie di “Donne con la stoffa”. Lei non si ritrova a maneggiare stoffe ma lavora per far ritrovare il benessere psico-fisico della persona, è cioè una naturopata. La stoffa l’ha, secondo me, dimostrata invece nella costanza attraverso gli anni della sua preparazione e della sua convinzione.

Ho posto a Marta alcune brevi domande per illuminare il suo profilo e le sue convinzioni.

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Dal momento che il tuo lavoro si svolge prevalentemente a contatto stretto con gli altri quali sono le tue attuali sfide nel relazionarti così in profondità col prossimo?

Durante i colloqui la parte più difficile è senz’altro mantenere il lavoro su sè stessi. La mancata conoscenza di sè stessi infatti preclude dal riuscire ad ascoltare empaticamente gli altri con il giusto coinvolgimento cioè che la situazione richiede.

C’è poi un’importantissima componente di immaginazione da tirare in campo per potersi calare nelle situazioni che di volta in volta i pazienti ti propongono di analizzare ed eventualmente risolvere.

Per questo motivo infatti un naturopata deve aver fatto molta sperimentazione di vita prima di intraprendere la professione. Dovrebbe aver provato esperienze un po’ in tutte le sfere. Deve mantenere aperte vedute sessuali, razziali, sociali… deve aver un po’ insomma giocato la parte della madre, del padre, dell’ assassino, dell’ operaio per potersi calare nella parte, capire le situazioni e sviscerarne i problemi.

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Quindi queste sono piuttosto sfide con te stessa?

Sì, si tratta di una continua evoluzione. L’ unica cosa che so è che mi chiedo sempre cosa voglio dalla vita. Trovo che mettere a fuoco l’obiettivo sia fondamentale per poterlo raggiungere.

Dal punto di vista più strettamente personale poi la sfida è nell’estendere l’ evoluzione in qualsiasi altro campo della vita spirituale e materiale, nell’ amicizia, in amore, ma anche perchè no nei  viaggi, nell’alimentazione, etc.

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C’è un aspetto quindi di te che stai ancora limando?

Oh… certamente le unghie se non voglio far male durante i massaggi … scherzi a parte, cerco di non abbassare mai la guardia nel mantenere nel mio lavoro umiltà e assenza di giudizio.

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Quando e come hai scoperto la tua strada?

Ci sono voulti parecchi anni durante i quali il distacco tra gli interessi personali e i lavori che facevo prima diventava sempre più netto.

Fondamentale nel mio percorso è stato decisamente l’apporto della persona cara che,  senza creare dipendenza, ha illuminato quello che già sapevo di voler diventare per poi poter farmi andare avanti nell’evoluzione con le mie forze.

Mi ha aiutato a portar fuori cioè a livello cosciente quell’ ideale di benessere spirituale , purezza e amorevolezza che desideravo permeasse la mia persona tanto quanto la mia “professione”. Il mio lavoro offre questo senz’altro più di tutti gli altri fatti in precedenza.

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Hai mai paura del lato pratico-finanziario della tua professione?

Certo, essendo libera professionista e studiando e lavorando al contempo è normale. Ma è anche vero che ti insegnano tante cose che invece andrebbero ribaltate (posizione sociale, professioni rinomate, mito del posto fisso, etc), soprattutto con la paura non si va da nessuna parte!

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Quali altri valori negativi riscontri spesso nei tuoi pazienti?

Direi il possesso ed un costante processo di spersonalizzazione sempre legato al seguire come pecore quei famosi valori da ribaltare.

STUDIO--

Fascino e rischi della tua professione?

Un bravo terapista porta in superficie quello che già c’è a livello tanto fisico quanto psicologico seppur molto latente o pesantemente sepolto. Molte persone si spaventano del foglio bianco che ci si può trovare davanti durante il progredire della terapia, si rendono conto del loro potenziale e questo le può fare sentire smarrite. Questo è il rischio ma allo stesso tempo anche il fascino del percorso di riequilibrio psico-fisico!

Che cosa significa Toccolibra, il nome del tuo studio?

E’ un’unione simbolica tra il mio segno zodiacale la Bilancia, detta anche Libra, che simboleggia l’equilibrio e il tocco come strumento per infondere tale equilibrio dalla sfera psicologica a quella fisica. Toccolibra in sostanza vuole simboleggiare la completezza del benessere psicofisico.

Per maggiori informazioni sul percorso di studi seguito da Marta, sulle tecniche da lei utilizzate e avere altre utili notizie vi rimando al suo sito. Le foto sono state scattate nella sua bellissima casa-studio da lei splendidamente ristrutturata e arredata.

Pilar

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Che c’è di meglio di una cenetta tra amici con dell’ottimo vino e del cibo superlativo!

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Un cagnone adorabile gironzolava per la casa, peccato Orlando non fosse molto in vena di farsi spupazzare stavolta (ma quanto si sono rotolati la volta scorsa!).

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Grazie amica cara, sei la cuoca più favolosa che conosco!

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Grembiule

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Visto che il blog ormai è diventato il mio contenitore personale dove confluisce tutto ciò che penso (quasi) e che faccio, quest’anno ho voluto anche documentare i regali di Natale.
Ho deciso di confezionare con le mie mani quanti più “pensierini” possibile, per amici e per parenti quest’anno. Mi è sembrata una buona idea per risparmiare (dal momento che ho riciclato molti dei materiali utilizzati) ma soprattutto per dimostrare, attraverso il mio lavoro, l’affetto che provo nei confronti dei miei cari.
Il regalo di seguito è stato già aperto e quindi non rovino alcuna sorpresa 🙂

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Questo grembiule l’ho confezionato per Christina e Georg i mei più cari amici a Roma. Loro sono entrambi due cuochi favolosi e mi hanno cucinato infiniti manicaretti. La loro ospitalità è leggendaria tra gli amici. Confezionando questo grembiule ho pensato tanto a tutti i nostri bei momenti insieme, molti dei quali passati in cucina attorno al loro tavolo. La convivialità è un valore per me estremamente importante.

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La stoffa utilizzata è principalmente una tela grigia alquanto grossa e un po’ ruvida (penso sia la tela che i sarti usano per fare i rinforzi degli abiti da uomo?!). Le tasche e le rifiniture interne a patchwork le ho realizzate con dei ritagli di stoffe Liberty.

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Il modello l’ho copiato tale quale ad un grembiule comprato a Ikea anni fa (che mi è sempre sembrato comodo) e ho solo aggiunto delle tasche alla fascia porta attrezzi . Ne farò presto un tutorial.

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Al mio fruttivendolo ho chiesto se mi regalava un sacco di patate vuoto, l’ho lavato, stirato e ci ho “incartato” il regalo!