Grembiule

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Visto che il blog ormai è diventato il mio contenitore personale dove confluisce tutto ciò che penso (quasi) e che faccio, quest’anno ho voluto anche documentare i regali di Natale.
Ho deciso di confezionare con le mie mani quanti più “pensierini” possibile, per amici e per parenti quest’anno. Mi è sembrata una buona idea per risparmiare (dal momento che ho riciclato molti dei materiali utilizzati) ma soprattutto per dimostrare, attraverso il mio lavoro, l’affetto che provo nei confronti dei miei cari.
Il regalo di seguito è stato già aperto e quindi non rovino alcuna sorpresa 🙂

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Questo grembiule l’ho confezionato per Christina e Georg i mei più cari amici a Roma. Loro sono entrambi due cuochi favolosi e mi hanno cucinato infiniti manicaretti. La loro ospitalità è leggendaria tra gli amici. Confezionando questo grembiule ho pensato tanto a tutti i nostri bei momenti insieme, molti dei quali passati in cucina attorno al loro tavolo. La convivialità è un valore per me estremamente importante.

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La stoffa utilizzata è principalmente una tela grigia alquanto grossa e un po’ ruvida (penso sia la tela che i sarti usano per fare i rinforzi degli abiti da uomo?!). Le tasche e le rifiniture interne a patchwork le ho realizzate con dei ritagli di stoffe Liberty.

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Il modello l’ho copiato tale quale ad un grembiule comprato a Ikea anni fa (che mi è sempre sembrato comodo) e ho solo aggiunto delle tasche alla fascia porta attrezzi . Ne farò presto un tutorial.

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Al mio fruttivendolo ho chiesto se mi regalava un sacco di patate vuoto, l’ho lavato, stirato e ci ho “incartato” il regalo!

Daddy’s teddy

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When daddy is away we alway like to keep him company with some pictures of Orli.

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This time I thought was nice to show him Orli watching Pingu with his teddy bear.

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Grannie made him this teddy when he was little and it’s still is in pretty good conditions.

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He gets comfy of the sofa and cuddles up with teddy.

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Time for bath then bed daddy, night night. We miss you loads!

Domenica

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Quando l’inverno ti regala una giornata così, con il sole che brilla nel cielo terso (più unico che raro in pianura padana…) e si rifrange su ogni superficie lucida avvolgendo la casa col suo bagliore…

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… allora vale la pena aprire una buona bottiglia di rosso (anche questa cosa più unica che rara da noi) e brindare!

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La tavola è apparecchiata con più cura del solito (eh sì Valentina, piace anche a me!).

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Un’insalatona multicolore  ravviva il centro tavola ma il piatto forte aspetta fumante.

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Un mega piatto di ragù! Questa è stata la nostra domenica a pranzo, nulla di starordinario lo so, ma per me è tutta da ricordare.

Mercato

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Una piazza tra le più grandi d’Europa piene di banchi e banchetti che vendono di tutto, dai calzini ai fiori, dai ricambi di bicicletta ai pesci rossi. Un’isoletta con un mini parco al centro, statue di marmo tutt’attorno e una fontana zampillante questo è Prato della Valle.

I nostri sabato mattina spesso li passiamo qui, in cerca di qualcosa di interessante o anche soltanto di un po’ di vita e movimento.

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Biscotti

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Grazie a Mamma Felice ho scoperto i biscotti alla panna di Betty, facilissimi da fare e buonissimi!

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Noi abbiamo optato per una versione super basic senza glassatura ma l’idea mi piaceva.

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Poi qualche giorno fa all’Ikea ho comprato questo set di stampini e non vedevo l’ora di farli usare ad Orli.

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Lui aveva il suo piccolo pezzo di impasto da tirare e poi mi ha aiutato con gli stampini. Questo è stato il nostro secondo esperimento di biscottificio e devo dire che, in confronto alla prima volta, è andata anche meglio…

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…cioè la quantità di materiale per terra era inferiore = Orli comincia a capire l’abc della pasticceria!

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Scherzi a parte non importa quanto o quello che riesce a fare lui, l’importante è che si diverta!

Cestino in feltro di Resurrection Fern

Resurrection Fern è uno dei blog più magici che esistano. Le atmosfere create dalle installazioni artigianali e naturali di questa brillante mamma e artista crocheter sono sorprendenti.

Non mancano poi dei tutorial e delle idee davvero simpatiche come questo cestino la cui forma è recuperata da una confezione di verdura.

Gli usi sono infiniti come i materiali che si possono usare per confezionarli. Lei lo propone in feltro ma suggerisce anche la iuta (geniale!).

Decisamente da archiviare nei miei progetti futuri. Semplice e d’effetto!

Donne con la stoffa

In questi ultimi giorni ho maturato l’intenzione di fissare il ricordo e parlare un po’ più a fondo delle meravigliose donne che ho avuto il piacere di incontrare lungo il mio percorso di vita come donna e come artigiana.

Alcune di loro sono quasi delle sorelle, altre sono delle care amiche ed altre ancora semplici conoscenti. Ci sono tra loro delle mamme ma anche single; concittadine anzi quasi vicine di casa, come pure  lontane compagne delle mie avventure expat.

Tutte loro però sono accomunate da un elemento che le contraddistingue: una passione!

“Donne con la stoffa” sarà un collage di brevi interviste-monografie per raccontare la storia professionale di queste donne, i loro sogni, i loro traguardi, la lotta per trovare la loro realizzazione personale. Metterà forse anche a nudo le incertezze e le difficoltà del voler seguire il proprio talento, ma comunque spero sia fonte di ispirazione e incoraggiamento per chiunque stia cercando la propria strada, me compresa!

La “stoffa” del titolo non è solo di quelle che hanno a che fare in qualche modo con i tessuti ma è un omaggio a quella carica creativa che tutte loro hanno dentro e manifestano nel loro proprio modo, unico e personale.

Questi i nomi ed un breve profilo delle mie prossime future intervistate:

Alice Ferrazzi – mamma di due bimbe e creatrice di originalissimi cappelli, coprispalle, sciarpe e altri accessori d’abbigliamento riccamente decorati e colorati.

Jennifer DePodesta – americana italianizzata per amore, mamma di una bimba, istruttrice yoga e designer di una linea esclusiva di borse e accessori yoga. Da poco ha lasciato la città per la vita in the country e quindi sta ridisegnando le sue prospettive.

Patricia Rosin – berlinese trasferita in Italia per amore, realizza splendidi quadri traboccanti di colore utilizzando vari materiali e tecniche.

Marta Benincà – un’attenta e scrupolosa naturopata che si avvale di diverse tecniche olistiche per la prevenzione ed il riequilibrio fisico ed energetico. Mia cara amica da più di vent’anni.

Christina Buhler – svizzera, vive a Roma con i suoi due bimbi e il marito, modellista dall’eccelsa professionalità e insegnante. la mia musa, idolo e sorella ideale.

Bettina Strigl – tedesca, ha rivoluzionato la sua carriera dopo il matrimonio con un italiano e ora, mamma di un bambino, gestisce un elegante bed and breakfast nella città di Padova.

Presto arriverà la prima donna e il mio omaggio a lei e alla nostra amicizia.

Veranda

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A proposito ancora di piante ho deciso di fare alcune foto dei miei affezionati esemplari in veranda per registrarne futura memoria. Amo le mie piantine, non sono molte, non sono nulla di che, ma ciascuna di loro significa qualcosa per me ed è legata a ricordi e sensazioni belle. Io spero di dar loro, con le mie cure (seppur non certo professionali) un po’ di quella gioia che loro mi regalano ogni qual volta guardo la finestra e le vedo sullo sfondo. Non avere un giardino ci manca molto ( soprattutto a wondermike, lì in Inghilterra ce l’hanno quasi tutte le case) e lo spazio della terrazza è quanto di più simile abbiamo a disposizione.

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La mia veranda esterna è una tristissima struttura dagli infissi in metallo (stile anni ’70) che solo a guardarla ti vien tristezza. In estate la teniamo sempre aperta e quindi si nota poco ma in inverno la chiudiamo e le mie bambine vanno a svernarci stando riparate mentre io mi godo la vista del verde che mi rincuora.

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Le piante sulla destra sono degli Agapanthus comprati in bulbo per mia mamma durante una vacanza a Madeira (nel lontano 2003), isola spettacolare dalla vegetazione meravigliosa. Lei li ha fatti crescere per qualche anno ma non le fiorivano (eppure ha un pollice verde decisamente pulsante!). Poi mi ha ceduto le piante adulte che hanno improvvisamente cominciato a fare i loro bellissimi fiori ad ombrello viola su uno stelo lunghissimo, è stata pura fortuna ma l’ho presa come un incoraggiamento!

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Il ficus invece è con noi da quando abbiamo comprato queto appartamento, e cioè dal 2006, era la metà di me e adesso fra un po’ mi esce pure dalla finestra della veranda!

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E infine le mie tre grazie grasse del Canova, da sinistra una crassula, con me dalla notte dei miei tempi (direi 10 anni?!), un cactus regalo della mia mamma (almeno 5 anni) e un’altra crassulacea (si dirà così?!) regalo di un mio caro amico Michele che ha una vera passione, nonchè un vero spettacolare “allevamento” di piante grasse in casa (cioè è più una serra che una casa…).

Non mancano poi le aromatiche. Attualmente sopravvivono un origano da 2 anni, una menta da 1 anno, un prezzemolo da 2 anni. Sono passati a miglior vita da poco la mia salvia e il basilico (le ultime foglie hanno fatto onore al pesto fatto con la ricetta di Valentina (anzi di sua mamma!) di Artherapy…mmmmhhhhh bono!