Padova sotto Natale

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Domenica scorsa sono uscita dopo secoli che non andavo in centro, più che per far compere piuttosto per vedere un po’ di vita e di movimento …beh, mi sono decisamente rifatta! C’era tanta di quella gente in giro tutta presa a far shopping … e poi dicono che siamo in crisi? Mah, forse non la piccola, borghese, ricca Padova. Tutta quella frenesia dopo tutto mi è poi sembrata non un gran bello  spettacolo … così ho resistito ben poco e me ne sono rifuggita a casetta!

Doposcuola

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Da una settimana circa Orlando si ferma a dormire a scuola e torna alle 4. Il prolungamento è stato caldeggiato molto da daddy e dalle maestre di Orli mentre io ero molto dubbiosa e facevo resistenza fino ad ora.

Daddy propendeva per lasciare Orli nel pomeriggio perchè secondo lui era meglio rimanere a giocare con i suoi compagni a scuola dove dispone di un ambiente più stimolante, spazioso e divertente rispetto a casa dove magari si ritrova a non ricevere la stessa attenzione (per quanto io faccia del mio meglio a dividermi tra i due bimbi) e a non godere della stessa libertà (i suoi capricci e la sua vivacità a volte mi sono difficili da sopportare seraficamente data la stanchezza di questo periodo).

Dall’altra parte la maestra di Orlando, avendolo sempre trovato un bimbo sereno ed estremamente facile da gestire ci aveva sempre invitato a lasciarlo con gli altri fino a fine orario per creare una maggiore coesione del gruppo “classe” (era rimasto l’unico bimbo ad uscire prima).

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Mi ero ripromessa che, se avessi ceduto a lasciarlo all’asilo a orario pieno sarebbe stato almeno in un momento diverso, sufficientemente distante dalla nascita di Sebastian, per evitare si potesse sentire allontanato ed escluso. Ed invece è successo la settimana scorsa, prima un giorno come prova, poi è continuato visto che, a sentire le maestre, era stato un successo .

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Devo confessare che sono ancora un po’ confusa però. Lui sembra più facile e meno capriccioso ultimamente, forse si sta abituando alla novità del fratello “usurpatore”, e io ho più voglia ed energia x lui quando torna. Ci sono poi momenti soltanto nostri (tipo la merenda in pasticceria) dove Sebastian non c’è. Lui spesso ha il broncio con me lo stesso (come mi volesse punire per averlo tradito) ma io lascio che lui sia così com’è e mi metto comunque a disposizione.

Certo è anche stupido forse farsi tanti problemi quando ci sono mamme che lavorano e non hanno nemmeno la possibilità di fare questa scelta ma dopo tre anni di dedizione a lui mi si stringe il cuore sapere che soffre dentro per questa nuova presenza e vorrei fare quello che è meglio per lui e per noi tutti.

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Tempo di qualità

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La cosa più difficile dell’avere un altro bambino, sto trovando, è riuscire a trovare del tempo di qualità da spendere da sola con il grande … che poi grande non è ed ha ancora tanto bisogno della mamma!

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E non è sempre facile perchè i terrible twos si fanno sentire, perchè a volte quando sei pronta tu per giocare o far qualcosa lui non lo è, o semplicemente perchè non sempre c’è molta energia rimasta.

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Spero sempre però di riuscire a ritagliare più di un momento durante la nostra giornata insieme in cui io e lui condividiamo un momento speciale di gioco o lettura o attività in modo che non si debba mai sentire insicuro, trascurato o messo da parte in seguito all’arrivo del nuovo nato.

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Tanti auguri a me per questo ultimo compleanno da trentenne e per questo primo compleanno senza il mio papà, ma con il mio bellissimo nuovo bimbo!

Cominciamo i festeggiamenti con una sana e lussuriosa colazione al bar con cioccolata con panna e svariate brioches!

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E li finiamo con una microtortina con candelina, perchè non c’è stato tempo quest’anno per far molto altro, ma va bene così!

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Un’amica speciale … Mamma F.

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Questo post è dedicato ad una persona MOLTO  speciale che ho avuto il privilegio di conoscere, per ora solo virtualmente, grazie al suo spassosissimo e utilissimo blog Nati per Delinquere. Post dopo post, mail dopo mail le nostre affinità si sono rivelate sempre più profonde, le nostre esperienze comuni (non sempre piacevoli, anzi) ci hanno avvicinato molto e sono sfociate in un affetto sincero.

La mia scaramanzia ed estrema riservatezza non sono riuscite a frenarmi dal confidarle quasi subito della mia gravidanza  e lei in questi lunghi mesi mi è stata vicina con la massima delicatezza e riservatezza offrendomi sempre una parola di sostegno, facendomi sempre sorridere e sentire bene con le sue lunghe e calorose mail.

Ho voluto fare questa foto di Sebastian avvolto e circondato dalle creazioni di questa speciale “zia” a simboleggiare l’affetto e il supporto che hanno sempre circondato il mio piccolino e me. Sì perchè lei è anche nel frattempo diventata davvero brava a cucire e a creare tante bellissime cose piene di grazia e fatte col cuore.

Lo so, lo so che le sviolinate ti imbarazzano cara la mia MammaF. ma quando una persona è bella come te, che ci vuoi fare, ti tocca!!!

Scherzi a parte, io non sono tanto brava a scrivere e magari non riesco a dire tutto quello che vorrei esprimere ma ti voglio bene e ti ringrazio di tutto finora e di quello che ancora ci attende amica mia.

THP – Enjoy the fun of failure

Sempre dal libro “The Happiness Project” di Gretchen Rubin queste due citazioni si trovano nel capitolo che parla di come sdrammatizzare i fallimenti può aiutare ad accettarli come parte necessaria del processo di miglioramento di qualsiasi situazione.

“Between the ages of twenty and forty we are engaged in the process of discovering who we are, which involves learning the difference between  accidental limitations which is our duty to outgrow and the necessary limitations of our nature beyond which we can not trespass with impunity” (W.H. Auden).

Grande verità che a mio parere mi rimette in pace con i miei propri limiti. Nonostante ciò non bisogna mai fermarsi nell’evoluzione ma cercar sempre di migliorare, se no, che tristezza:

“Ah, but a man’s reach should exceed his grasp, or what’s a heaven for?” (Robert Browning).

Adesso che ho prestato il libro ad un’amica che aveva bisogno di tirarsi un po’ su chissà quando lo rivedo per continuare a buttare giù qualche altra riflessione, ma intanto ho dato il via.


Gioie e dolori della vacanza

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Dopo una mattinata serena e spensierata …

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… passata tra giochini al bar e passeggiate attorno al laghetto …

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… ecco che dopo pranzo arriva un clamoroso capitombolo di Orlando che cade mentre correva con le manine in tasca (ed è quindi atterrato di faccia senza protezione alcuna!!!).

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C’è stato panico, sangue in bocca dappertutto, pianti disperati, tanta paura si fosse rotto un dente (ma a parte un taglio sulla gengiva non mi pare che traballi nessun dente) e quindi dopo tante coccole di mamma e una dose da cavallo di arnica in globuli e in crema sul viso il peggio sembra esser stato solo sfiorato e passato.

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Ora ci sono un bel naso  e labbro rossi e tumefatti alla Mastro Ciliegia ma il nostro pinocchietto pare essersi ripreso bene dallo spavento.

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Nonna e mamma invece hanno perso più o meno sei anni di vita dallo spavento … aahhh MAI FAR TENERE LE MANINE IN TASCA A BIMBI CHE CORRONO O ANCHE SOLO CAMMINANO!!! Sembra una cavolata ma è così pericoloso altrimenti. Adesso mi sono ripromessa tipo ex-voto (dato che poteva andar molto peggio) che cucio-sigillo TUTTE le tasche dei pantaloni di Orli, oh là!

 

Si riparte!

Lavarone, domani arriviamo!!! Sopra l’Hotel “Nido verde” dove staremo per una decina di giorni. 

Sono andata per tante estati da bambina a Lavarone quando i miei adorati nonni materni (che non ci son più da tanti anni) prendevano un’appartamento in affitto e tutta la famiglia nadava a trovarli a turno.

Quanti meravigliosi ricordi mi riportano a quei periodi di vacanza da loro: la casa spartana ma sempre così ospitale, le passeggiate con mio nonno a funghi per i boschi ad imparare le varie specie, le spesette con mia nonna agli alimentari, il profumo del pane di montagna, il laghetto e i divertimenti semplici dei ragazzini, tutti i parenti attorno al tavolo … sono davvero curiosa di tornarci dopo più di vent’anni di assenza, chissà come sarà cambiato! Ma i luoghi della mia infanzia li ripercorrerò sicuramente con Orlando in mano e mia mamma al fianco. Sarà magari un po’ triste pensare che tanti degli affetti di quel tempo felice ci hanno lasciato ma torneranno anche tutti i ricordi belli di quelle persone che tanto e tanto di buono mi hanno dato nella vita!

Nature’s peace – from Reverie

Questo bellissimo post è un regalo di Reverie che ultimamente associa spesso dei dipinti particolarmente significanti a delle riflessioni a tema.

 

 

In questo caso queste frasi si addicono alla mia prossima partenza per un paio di settimane di vacanza e alla mia voglia di natura anche se non saranno monti ma mare …

 

“Walk away quietly in any direction and taste the freedom of the mountaineer.

Camp out among the grasses and gentians of glacial meadows,

in craggy garden nooks full of nature’s darlings.

Climb the mountains and get their good tidings,

Nature’s peace will flow into you as sunshine flows into trees.

The winds will blow their own freshness into you and the storms their energy,

while cares will drop off like autumn leaves.

As age comes on, one source of enjoyment after another is closed,

but nature’s sources never fail.”

~John Muir

[Mount Tallac, 1880 – Thomas Hill]

Immagine e testo via Reverie blog


The Happiness Project

Ho finito da un po’ di leggere questo libro e la sua complessità mi impedisce di farne una vera e propria recensione. Dirò solo che (tutto sommato) mi è piaciuto e mi ha fatto anche riflettere spesso. Ecco perchè ho deciso di trascrivere, un po’ alla volta, quando mi capita, i punti interessanti che mi hanno colpito e fatto pensare. 

“There is no love; there are only proofs of love” (Pierre Reverdy). Whatever love I might feel in my heart, others will see only my actions.

“Non esiste amore ma solo prove d’amore” (Pierre Reverdy). Per quanto amore possa provare il mio cuore gli altri vedranno solo le mie azioni.